Vuoi aprire una start up, ma non sai quante tasse si pagano? Leggi questo articolo
Aprire una Partita IVA startup è il primo passo fondamentale per trasformare un’idea innovativa in un business concreto, ma richiede una scelta consapevole del regime fiscale più adatto alle proprie esigenze. Non esiste una soluzione universale: la decisione tra regime forfettario e ordinario dipende dal volume d’affari previsto, dalla tipologia di costi e dalla struttura che si intende dare all’impresa.
1. Il Regime Forfettario: la scelta agevolata
Per molti neo-imprenditori e startup individuali, il regime forfettario rappresenta la porta d’ingresso più semplice e conveniente.
I vantaggi principali
- Tassazione ridotta: Si applica un’imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per i primi cinque anni se si tratta di una nuova attività.
- Semplificazione contabile: Non è necessario addebitare l’IVA in fattura e si è esonerati dalla maggior parte degli adempimenti burocratici (come la dichiarazione IVA annuale).
- Nessun limite ai costi: Non si scaricano le spese analitiche; i costi vengono calcolati “a forfait” tramite un coefficiente di redditività stabilito dallo Stato in base al codice ATECO.
I limiti
Il limite principale è la soglia di ricavi, attualmente fissata a 85.000 € annui. Superata questa cifra, l’uscita dal regime è obbligatoria.
2. Regime Ordinario per Imprese Individuali
Quando la startup cresce o prevede costi di gestione molto elevati, il regime ordinario (o semplificato) diventa una scelta strategica.
Quando conviene?
A differenza del forfettario, qui la tassazione segue le aliquote IRPEF (che partono dal 23%). È vantaggioso se:
- I costi superano il forfait: Se le spese vive (affitto, materiali, dipendenti) sono molto alte, conviene detrarle analiticamente.
- Detrazioni personali: Se l’imprenditore ha diritto a detrazioni per carichi di famiglia, mutui o ristrutturazioni, queste possono essere usate solo nel regime ordinario.
3. Le Startup Innovative e la scelta della Società (S.r.l.)
Se il progetto non è individuale ma coinvolge più soci o richiede capitali esterni, la forma della S.r.l. (Società a Responsabilità Limitata) è quasi d’obbligo.
Le “Startup Innovative” iscritte alla sezione speciale del Registro Imprese godono di benefici unici:
- Esonero dai diritti camerali e imposte di bollo.
- Incentivi fiscali per gli investitori (detrazioni IRPEF o deduzioni IRES).
- Gestione delle perdite agevolata e flessibilità nella governance.
4. Contributi Previdenziali: l’INPS
Oltre alle tasse, chi apre una Partita IVA startup deve considerare i contributi previdenziali.
- Artigiani e Commercianti: Prevedono una quota fissa annuale (minimale) più una quota percentuale sul reddito eccedente. Nel regime forfettario è possibile richiedere una riduzione del 35% sui contributi.
- Gestione Separata: Ideale per i consulenti, dove i contributi si pagano solo in proporzione a quanto effettivamente incassato.
Tabella Comparativa: Quale regime scegliere?
| Caratteristica | Regime Forfettario | Regime Ordinario (Indiv.) | Società (S.r.l.) |
|---|---|---|---|
| Aliquota Tasse | 5% o 15% | IRPEF a scaglioni | IRES (24%) + IRAP |
| IVA | No (Esenzione) | Sì | Sì |
| Costi Deducibili | No (Forfait) | Sì (Analitici) | Sì (Analitici) |
| Limite Ricavi | 85.000 € | Nessuno | Nessuno |
Conclusioni
Avviare una Partita IVA startup richiede una pianificazione finanziaria che guardi oltre il primo anno di attività. Mentre il forfettario offre un risparmio immediato e meno burocrazia, la struttura societaria o il regime ordinario offrono la scalabilità necessaria per progetti più ambiziosi. Il consiglio è sempre quello di farsi affiancare da un consulente esperto per valutare il “punto di pareggio” tra i diversi regimi fiscali.
Nota: Le normative fiscali sono soggette a variazioni. Assicurati di consultare le ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate o il tuo commercialista di fiducia prima di procedere.
Qual è il volume d’affari che prevedi per il tuo primo anno di attività?

